CONCIMI: COME SCEGLIERLI?

Quando parliamo di concimi, ci riferiamo a prodotti che racchiudono l’insieme di nutrienti di cui le piante hanno bisogno per crescere sane e vigorose, soprattutto se coltivate in vaso e in casa. Le piante da interno, infatti, hanno un pane di terra limitato e la tendenza ad esaurire le risorse contenute in esso in tempi molto rapidi. Rispetto a quelle in giardino, infatti, le piante in vaso non hanno la possibilità di cercare nutrimenti in profondità attraverso le radici e quindi, una volta terminate tutte le sostanze nutritive del terreno del vaso, cominceranno a svilupparsi in modo lento e non appropriato, diventando anche molto più vulnerabili ad attacchi di cocciniglia ed afidi. 

A proposito di nutrienti

Quali sono gli elementi di cui le piante hanno bisogno? Queste sostanze si dividono in due gruppi: macroelementi e microelementi.

I primi sono gli elementi base e sono contenuti in ogni concime, in diversa misura a seconda della tipologia. Ogni elemento ha una funzione specifica: l’Azoto (N)  favorisce nuovi germogli e aiuta le foglie ad essere più verdi, il Fosforo (P) aiuta a produrre nuove radici e il Potassio (K) migliora la fioritura e il colore dei frutti. Altri macroelementi utili ma meno importanti sono il Selenio, il Calcio e il Magnesio. Sulle etichette dei concimi, è sempre specificata la quantità di ogni elemento. Ad esempio una dicitura NPK 9-14-19 indica che il concime ha il 9% di Azoto, il 14% di Fosforo e il 19% di Potassio. Se le tre cifre sono uguali, si tratta di concime universale. Più le cifre sono alte, maggiore è la concentrazione di uno degli elementi fondamentali. 

I microelementi invece possono non essere presenti nei concimi oppure essercene solo alcuni e non altri. I principali sono il Ferro, il Manganese, il Bromo, lo Zinco, il Rame e il Molibdeno. Tenete a mente che il Chelato di Ferro è un rinverdente naturale! Conferisce alle foglie colorazione e brillantezza

Tipologie di concimi

Se vi siete mai cimentati nella ricerca di un concime, vi sarete accorti della varietà di forme in cui un concime può presentarsi. La prima differenza è data dalla velocità di cessione dei nutrienti:

  • Concimi a pronta cessione: sono solitamente concimi liquidi che vengono diluiti nell’acqua delle annaffiature “fertirrigazione”. Per questo motivo, le piante sono in grado di assorbire e assimilare immediatamente le sostanze nutritive, con un risultato quasi immediato. Essendo liquidi, possono in parte essere dispersi con il naturale sgocciolio dell’acqua in eccesso, cosa molto utile se vi accorgete di averne dato troppo: basterà fornire altra acqua (senza concime) alla pianta per favorirne la fuoriuscita. Solitamente viene somministrato una volta ogni 15 giorni durante il periodo vegetativo. è ideale per le piante che acquisiscono il nutrimento dalle radici (tipo le orchidee) o dalle foglie (tipo le tillandsie).
  • Concimi a lenta cessione: sono concimi di matrice organica che, per la loro costituzione, rilasciano elementi nutritivi diradati nel tempo. Sono solitamente a forma di granuli o di bastoncini. La loro durata è influenzata da molti fattori come ad esempio l’umidità, il pH del terreno o la temperatura, in generale però il rilascio è lento e questo impedisce alle radici di essere bruciate. 
  • Concimi a cessione programmata: sono delle capsule ricche di nutrienti e ricoperte da una membrana semipermeabile che si attiva in presenza di acqua, facendo fuoriuscire i sali minerali contenuti all’interno in modo graduale. In questo caso, la giusta nutrizione è garantita per 4-6 mesi e non c’è pericolo di sbagliare le dosi. Fortemente consigliati per chi è alle prime armi!
  • Concimi fogliari: si tratta di concimi che vengono applicati attraverso la nebulizzazione tramite spruzzino direttamente sulle foglie. Poiché uno dei macroelementi di cui abbiamo parlato prima, il Fosforo, non è assorbibile per via fogliare, i concimi spray ne saranno sprovvisti (se invece lo contengono, prestate attenzione: potrebbero rovinare gravemente la vostra pianta!). In realtà, la concimazione fogliare dovrebbe avvenire solo quando le piante, a causa di problemi alle radici, non riescono più ad assorbire nutrienti dal terreno. In caso contrario, somministrare questa tipologia potrebbe essere controproducente.

La seconda differenza è data dalla tipologia di sostanze utilizzate:

  • Concimi minerali: sono costituiti da minerali presenti in natura o sintetizzati, cioè ottenuti con reazioni chimiche. 
  • Concimi organici: si ottengono da materie prime naturali animali e/o vegetali. Ne sono un esempio l’humus di lombrico o i lupini macinati ma anche il sangue secco e il sangue di bue. Noi siamo solite inserire l’humus di lombrico mescolandolo direttamente nel terriccio al momento del rinvaso, lo abbiamo anche utilizzato nella creazione dei kokedama e vi assicuriamo che a distanza di mesi il risultato è portentoso!
  • Concimi organo-minerali: sono costituiti da entrambe le sostanze descritte sopra. 
  • Concimi bio: possono essere di qualunque tipo tra i tre elencati, ma devono contenere materie prime riconosciute e autorizzate dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali.

Ora che sapete tutte queste cose, resta un unico punto da approfondire: quando concimare?

Imparare a capire quando concimare è un punto essenziale per aiutare le nostre piante a crescere sane. Cercate di concimare ogni volta che rinvasate (o trapiantate in giardino) e con regolarità durante la fase vegetativa, che solitamente va dall’inizio della primavera a metà autunno circa. Prestate attenzione però a quelle piante con il ciclo inverso, cioè che riposano in estate: in quel caso andranno concimate in inverno!

Se le vostre piante non stanno bene, è fondamentale NON concimare: i fertilizzanti non sono delle medicine che aiutano a guarire dalle malattie o da attacchi parassitari, ma sono invece degli aiutanti molto utili per prevenire e rafforzare le difese. 

Il nostro consiglio è quello di gestire la somministrazione dei concimi in modo graduale: seguite sempre l’etichetta e, soprattutto all’inizio e alla fine del periodo di fertilizzazione, cercate di ridurre le dosi così da non stressare eccessivamente la pianta. 

Infine, fertilizzate spesso le piante che tenete in terricci composti principalmente da inerti!

E quindi?

Come abbiamo visto, le opzioni per acquistare un concime adatto per le vostre piante da interno sono molte.

  • In generale, noi sconsigliamo di acquistare concime universale e promuoviamo l’acquisto di un concime mirato per ogni tipologia di pianta a cui lo somministrerete – un po’ come faremmo per i mix di terricci – quindi: quello per le piante verdi, da fiore, per le succulente, per le orchidee… addirittura per le carnivore è indispensabile un concime privo di azoto in quanto è una sostanza che assimilano attraverso gli insetti che digeriscono. In questo modo eviterete di aggiungere sali minerali inutili o dannosi.
  • Cercate di sceglierne sempre uno di buona qualità: il prezzo potrebbe salire, ma se è motivato da una maggiore concentrazione dei macroelementi, ne userete anche meno ad ogni applicazione: valutate anche questo! Se siete a Roma, vi segnaliamo che Greeny Store ha pareti intere di concimi, divisi per marche e tipologie, ne resterete incantati! Personalmente prediligiamo Cifo e Compo.
  • Se siete dei “green thumb expert” potreste addirittura acquistare un concime diverso per ogni momento in cui la pianta si trova: a fine inverno l’azoto aiuterà le piante a germogliare, in piena primavera il fosforo e il potassio stimoleranno produzione di frutti e fiori colorati e saporiti. Saremmo fiere di voi!

Non ci resta che augurarvi buona concimazione!

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