Rinvasi di primavera: come sopravvivere al “cambio di stagione”

Aprile è arrivato, e con lui il “giorno del rinvaso”, ovvero quel momento in cui affrontate il cambio di stagione delle vostre piante da interno!

anthurium black

Rinvaso

Molte piante da appartamento crescono in vasi che sembrano troppo piccoli per le dimensioni sviluppate dai loro fusti e foglie, ma in realtà a meno che l’apparato radicale non si mostri “costretto” all’interno di quello spazio, non è necessario rinvasarle.

Quali sono i segnali per riconoscere se le nostre piante necessitano di un rinvaso?

  • Le radici fuoriescono dai fori di drenaggio del vaso da coltivazione
  • Il terriccio si asciuga velocemente, richiedendo annaffiature più ravvicinate
  • La crescita della pianta nel periodo primaverile, appare inspiegabilmente rallentata.

Una volta appurato, che vi trovate in questa situazione, procedete con la lettura! 🙂

Vasi

Come scegliere la misura giusta?

Ricordate di non esagerare con le dimensioni della nuova dimora per la vostra pianta.

Immaginate che le radici, durante l’estate, avranno la possibilità di crescere e dovranno occupare tutto lo spazio del nuovo vaso. La terra che invece rimarrà inesplorata, sarà quella che faciliterà la creazione di marciumi in inverno: la quantità d’acqua che irrigherà quella parte di zolla, non verrà mai assorbita dalle radici, ristagnando. Vi consigliamo quindi di scegliere un vaso di una sola misura superiore.

Come scegliere il materiale più adatto?

Già nell’articolo dedicato alla nostra amata Stephania Erecta c’è una digressione sulle varie tipologie di vaso. Vi riassumiamo qui le cose da tenere a mente nella scelta:

• vasi in argilla: se optate per un vaso in argilla nuovo, assicuratevi di immergerlo per 24 ore in acqua prima di utilizzarlo. Se si tratta di un vaso “usato” raschiatene l’interno e pulitelo!

vasi in terracotta: ideali per l’areazione, sono porosi, quindi aria e umidità possono circolare con facilità!

vasi in ceramica: di solito i più carini! Non sono porosi e si riscaldano alla luce del sole; è più facile rischiare il marciume radicale.

vasi in plastica: anch’essi non sono porosi. Suggeriamo vasi traforati per la coltivazione di epifite e semi epifite! Favoriscono infatti l’areazione delle radici.

rinvaso con vaso traforato

TERRICCIO

Approfittando del rinvaso, vi suggeriamo di prestare particolare attenzione al mix di composti che andate a miscelare per ogni pianta, a seconda delle sue necessità.

La domanda giusta da porsi è: che tipo di pianta devo mettere a dimora nel nuovo vaso?

È un’epifita? Una semiepifita, una grassa?

Vi consigliamo perciò di documentarvi prima di cambiare “casa” alle vostre piante.

Un upgrade molto gradito non riguarda infatti solo le dimensioni del nuovo vaso, ma soprattutto il terriccio che terrà compagnia – e fornirà nutrimento – per almeno un anno alla vostra amata.

Facciamo alcuni esempi:

IL RINVASO DI UN ANTHURIUM

mix rinvaso anthurium

Ma anche di monstere, pothos, philodendri, e tutte le piante semiepifite che nella foresta tropicale hanno le radici a terra ma si arrampicano sulle cortecce di altri alberi.

Creare un substrato adeguato:

  • 20% terriccio
  • 20% humus di lombrico ammendante
  • 20% torba di sfagno
  • 40% di inerti (bark fine + pomici, lapilli, perlite)

Sul fondo del vaso posizionare lapillo o pomice. Se non ne avete, optate per la classica e intramontabile argilla espansa.

Noterete che l’Anthurium ha un sacco di radici aeree superficiali, posizionate per cui sulla superficie del terriccio, al termine del rinvaso, del bark. Simulerà infatti la corteccia di un albero, favorendone l’ambientazione.

anthurium

IL RINVASO DI UNA STRELITZIA:

La strelitzia – se coltivata in vaso – ha bisogno di terreni ben drenanti, visto che è una pianta che in estate necessita di tantissima acqua e non vogliamo rischiare marciumi!

Creare un substrato adeguato:

  • 20% terriccio
  • 20% humus di lombrico ammendante
  • 20% torba di sfagno
  • 40% di inerti (sabbia di fiume + pomici, lapilli, perlite)

Sul fondo del vaso posizionare pezzi di coccio o argilla espansa.

NB: la strelitzia non va più rinvasata una volta raggiunti i 5 anni di età e un diametro di vaso di circa 30 cm. Si rischia infatti di compromettere le inflorescenze.

ULTERIORI TIPS

Creazione di nuove piante:

Il momento del rinvaso è anche quello adatto per la creazione di nuove piante “per divisione”. Molte piante infatti creano alla propria base rosette o piante figlie, che sarà possibile staccare con cura. Trovando il punto di giunzione tra il cespo e il resto della pianta, è possibile spezzarle con le mani o con un coltello affilato.

Ispezionare le radici:

Nel momento del rinvaso, cercate di recare il minor numero possibile di traumi alla pianta. Lasciate intatto l’apparato radicale, le uniche radici che andranno ispezionate sono quelle posizionate alla base del vaso. Rimuovete infatti eventuali parti marce, e liberatele da cocci/materiali inerti, derivanti dal rinvaso precedente.

Estrarre la pianta dal vaso:

Se risulta difficile estrarla dal vaso, bagnate la pianta con dell’acqua e lasciate riposare un’ora. Se necessario, passare un coltello intorno al bordo interno del vaso.

Piante troppo grandi:

Qualora, siate fisicamente / logisticamente impossibilitati a rinvasare una pianta – come nel caso di un esemplare di dimensioni molto grandi, o banalmente che abbia fusti ancorati a sostegni – è sufficiente rimuovere con cura dai 3 ai 5 cm di terra in superficie, sostituendoli con del composto fresco e concimare in superficie!

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