DIEGO ♥️ ROMATROPICALE

Conosciamoci meglio. #TROPICALINI edition ovvero lo spazio dedicato ai plant lovers della nostra community!

Nome: Diego AKA DrPlnts, formerly known as Franco_Planto 🙂

Professione: Invento e disegno prodotti, spazi e illustrazioni. Progetto e costruisco arredi, interni e oggetti decorativi. Sono di natura un bricoleur, con un passato da artista e una formazione scientifica e come industrial designer. Anche quando impiatto parmigiano e bresaola per uno spuntino, non riesco a fare a meno di posizionare gli ingredienti con un intento funzionale e un’estetica che mi soddisfi.

Pianta preferita: Di sicuro un Philodendron. Al momento il Tortum, anche se stiamo faticando a capirci. Mi ricorda le atmosfere gotiche di Tim Burton, e Tim Burton è uno dei miei creativi preferiti.

Pianta che ti ha dato più soddisfazioni: Tutte, quando non muoiono. Ma una storia in particolare mi lega al Philodendron Golden Dragon. In un vivaio ho trovato un pezzetto di stem che era caduto a terra, ormai quasi morto. L’ho portato a casa per un intervento di pronto soccorso e oggi è una pianta quasi adulta che cresce su un tutore.

Passione, perseveranza e progettualità ci permettono di creare meraviglie.

Drama-plant: Più che drama direi di avere ancora qualche misunderstanding con Calathee, Marantacee e Cthenante. Anche se ci sono alcuni generi più “demanding” con cui non mi sono ancora cimentato. Ma presto costruirò una serra casalinga riutilizzando una cristalliera dei primi del ‘900, dove potrò mantenere una certa umidità.

Attività preferita: Inventare, produrre, sperimentare. Mi piace creare, muovendo le mani e la mente.

Prima pianta in wish list: Dipende dai giorni e in realtà la mia wish-list sembra più una classifica di brani di musica pop: le piante salgono e scendono continuamente, se ne aggiungono sempre di nuove… un disastro!

Comunque c’è una quasi una top10: Anthurium Warocqueanum, Monstera Dubia, Anthurium Pallidiflorum, Hoya Imbricata, Philodendron Joepii, Philodenndron Plypodioides, Scindapsus Snake Scale, Dischidia Ruscifolia Variegata, Euphorbia Platyclada, Anthurium Vittarifolium, e anche una Cyrtosperma Johnstonii perché no…

Che tipo di plant lover sei: Sono quello che, quando va nei vivai, guarda prima sotto ai banchi per vedere se è nato/caduto qualcosa di spontaneo da poter chiedere in regalo al vivaista… che poi ritorna indietro verso l’entrata, poi arriva alla cassa con almeno una pianta da acquistare, ma che alla fine esce di nuovo dall’entrata per dare un’ultima occhiata.

A spanne faccio minimo 4 giri dell’intero vivaio, oltre a tutti i micro-spostamenti random in preda all’estasi e allo stupore.

Ogni quanto compri una pianta: Direi spesso, visto che la fila di piante che aspettano rinvasi, trattamenti e progetti non si accorcia mai.

Cos’è per te ROMATROPICALE: E’ un posto dove si trovano curiosità e contenuti sul mondo green in tutte le sue sfumature. Mi piace perché qui ci si sente parte di una comunità, dove si condivide sapere e curiosità sul mondo delle piante. Ma è anche un modo per essere partecipe dei successi, delle emozioni e i bei momenti degli altri plant addicted. Così non ti senti mai solo.

Com’è iniziata la tua passione per le piante: Da piccolo mi divertivo con le Echeveria di mamma: staccavo e travasavo i figlioletti e ci mettevo delle biglie di vetro al centro perché mi sembravano fiori futuristici. All’epoca mi piaceva molto inventare nuove regole, anche se non sapevo ancora di voler fare il designer. E quando le amiche invidiose di mamma le facevano i complimenti per la ricercatezza delle sue succulente, io andavo in fibrillazione. E c’era anche papà che portava a tavola le cose buone che coltivava, a volte col nostro aiuto. In realtà io arrivavo solo quando baby carote e piselli novelli erano pronti da sgraffignare direttamente dall’orto.

Poi ho scoperto e amato alla follia Il Piccolo Principe e avrei voluto una Rosa tutta mia. Ma pensavo che sarebbe stato veramente crudele metterne una in vaso sul mio davanzale, visto che vivevamo nella campagna romana e che in giardino ce n’erano tante da ammirare.

Ho iniziato a circondarmi di verde “in vaso” da quando mi sono trasferito in città a vivere per conto mio. Se la Sansevieria Cylindrica che mi accompagna da un decennio potesse parlare, ci potrebbe spiegare come le mie piante sono sopravvissute anche quando le ho fatte vivere tre anni nello studio che avevo in un seminterrato.

Da dove viene la tua attrazione per il mondo green: Nelle piante vedo progettualità, intento e soluzioni, oltre a un’estetica che non ha eguali. In casa mia, ovunque si posi lo sguardo, c’è un pezzo di verde, anche se umile. Sono immerso. E ogni volta mi perdo per ore passeggiando a guardare le piante, cercando nuove crescite e studiandone dettagli, morfologia, comportamento, foglie, e nuove radici, oltre a cercare parassiti.

Le vedo quasi come soggetti di compagnia più che oggetti decorativi. Ogni giorno ti sorprendono con modifiche, spostamenti fogliari e srotolamenti, ti gratificano e ti dicono che in qualche modo vi state capendo.

Qual’è il tuo canale preferito per parlare di piante: Sicuramente Instagram, poi mi documento anche su altri canali.

Perchè ti chiami DrPlnts: Ho avuto qualche cambio di rotta prima di trovare “the ultimate naming”.

Il profilo che ho creato per parlare di piante era nato quasi per gioco: mi chiamavo FrancoPlanto perché un’amica mi chiamava Franco quando doveva chiedermi di aiutarla a fare dei lavori di fatica o in cui ci si doveva “sporcare le mani”. Piante, substrati e radici sono cose con cui ci si sporca felicemente le mani. Mi era venuto spontaneo usare quel Franco nel nick.

Ma grazie un’evoluzione che sta avvenendo nella mia vita è arrivato il momento di cambiare nome e usarne uno più professionale, più coerente col profilo che uso per l’arte e il design: DrDsgn

Progetti per il futuro: Mi sto finalmente dedicando alla progettazione degli ambienti, fondendo l’interior design col plant design. Che siano interni, esterni oppure oggetti, parto sempre dai desideri di chi chiede la mia consulenza perché comprenderli mi permette di mettere a servizio le mie conoscenze tecniche per trovare la miglior soluzione, che di solito appassiona entrambi.

E poi c’è il sogno nel cassetto: la progettazione di intere abitazioni con serre, terrari e giardini d’inverno integrati nel living quotidiano, ma anche di palidarium in bagno o pareti viventi in camera da letto.

E, anche qui, la wish list non si ferma mai.

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