DANIELE ♥️ ROMATROPICALE

Conosciamoci meglio. #TROPICALINI edition ovvero lo spazio dedicato ai plant lovers della nostra community!

Nome: Daniele

Professione: Marketing Manager nel settore lusso

Pianta preferita: Che domanda difficile! Dovessi salvare un’unica orchidea della mia collezione, penso sarebbe la Coelogyne mooreana. 

Pianta che ti ha dato più soddisfazioni: Anche qui è molto difficile, ogni orchidea che arriva a fioritura è un successo. Proprio di recente mi ha emozionato la Cattleya cernua, non mi aspettavo fiorisse.

Drama-plant: in questo caso non un’orchidea. Ultimamente sto avendo difficoltà con la Ceropegia woodii, ci soffro un pò perché mi piace molto e me l’ha regalata una persona a me molto cara.

Attività preferita: spulciare i cataloghi dei rivenditori online di orchidee! Fuori dal mondo botanico, invece, mi appassiona la ricerca genealogica.

Prima pianta in wish list: al momento direi un mini ibrido di Catasetum, in Italia / Europa sono praticamente introvabili.

Che tipo di plant lover sei: mi definirei un “collezionista oculato”. Non ho molto spazio a disposizione, e ogni orchidea che acquisto va a prenderne un pezzetto per cui scelgo attentamente cosa comprare.

Ogni quanto compri una pianta: facendo una media, direi 1-2 al mese.

Cos’è per te ROMATROPICALE: una community molto stimolante in cui imparare da persone che coltivano specie diverse dalle mie. Per ovvie ragioni tendo a confrontarmi con altri orchidofili, ma grazie a Romatropicale posso scoprire sempre qualcosa di nuovo leggendo le storie di altri appassionati di piante che non siano orchidee.

Da cosa deriva il nome “Orchidstocracy”? Nasce da un gioco di parole nato per caso “a orecchio”: stavo guardando il video di uno YouTuber americano che parlava della storia delle orchidee, e di come l’aristocrazia inglese avesse contribuito alla diffusione di questo hobby. Ebbene, la parte iniziale di aristocracy mi suonò molto simile alla sua pronuncia di orchid, per cui capii “orchidstocracy”. Mi sembrò un bel neologismo: “il governo delle orchidee”, perché da sempre sono le mie piante preferite e le regine indiscusse fra quelle da fiore.

Come nasce la tua passione per le orchidee? Come spesso accade per noi piantofili, da una sfida con me stesso! Circa 15 anni fa dei parenti mi regalarono un ibrido di Miltoniopsis: bellissimo, ovviamente, ma pessima scelta per un neofita. L’orchidea durò praticamente nulla, e morì miseramente. In quel momento decisi che avrei imparato come coltivare le orchidee, almeno per non farle più morire in modo così triste… E non ho più smesso di volerne. Sono ufficialmente malato di “orchidmania”, e spero di non guarirne mai: è l’unica malattia che fa stare meglio di quando non la si ha!

Cosa consiglieresti a chi è alle prime armi con le orchidee? Di seguire Orchidstocracy su Instagram! Scherzi a parte, il mio consiglio è di leggere, di documentarsi, di affidarsi a fonti serie. In rete ci si imbatte davvero spesso in pagine e siti improbabili che propongono “trucchi segreti” e altre idiozie per curare le orchidee… Spazzatura. Meglio prendersi qualche minuto in più e approfondire l’argomento prima di lanciarsi nell’acquisto compulsivo: si impara davvero molto e con poco sforzo. E poi le orchidee sono un mondo talmente vasto e ricco di storia che è impossibile annoiarsi! Qualche tempo fa in una story ho detto: “Esiste almeno un’orchidea, là fuori, adatta a ciascuno di noi”. Ed è davvero così! Le orchidee sono tantissime, impossibile non trovarne una che ci piace e che possiamo coltivare con successo (anche in un normalissimo appartamento!).

Progetti per il futuro? Se devo sognare, sogno in grande: fra qualche anno mi piacerebbe acquistare una piccola dimora storica – villino Liberty in cima alla lista – e farlo diventare un piccolo B&B e home restaurant. E, ovviamente, ci sarà una bellissima serra piena di orchidee a farmi compagnia!